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Archivi per la categoria ‘Alla ricerca degli antichi sapori siciliani’

Ed eccoci qua a commentare uno dei “dilemmi” più diffusi della Pasticceria siciliana: i cannoli vanno spediti vuoti e con ricotta a parte oppure già pieni ? Molto spesso i clienti acquistano “volutamente” il kit dei cannoli siciliani vuoti , altre volte “involontariamente“, altre volte ancora ci viene richiesto di spedirli già riempiti con la crema di ricotta.

Gli acquirenti che acquistano o addirittura ci richiedono volutamente di spedire i cannoli vuoti e con ricotta parte sono spesso i clienti che hanno già provato questo sistema e ne sono rimasti estasiati.
Coloro i quali invece li acquistano e li ricevono involontariamente sono spesso le persone che non leggono con attenzione le nostre descrizioni del prodotto sul sito e si vedono pervenire il magico Kit con i cannoli da riempire: la prima sensazione (come da loro descrizione!) è di assoluto panico…panico che via via, dopo aver provato a riempire i cannoli con un semplice cucchiaio, si va trasformando in compiacimento e tripudio di gola per l’assaggio della nostra bontà.
Coloro i quali invece ci richiedono espressamente di spedire il cannolo già ripieno di ricotta sono i clienti che magari devono fare dei regali e non vogliono che il professionista di turno (dottore, avvocato ecc…) si “disturbi” nell’effettuare l’operazione di riempimento del cannolo.

Volendo entrare nel dettaglio di questa simpatica diatriba, vi informiamo che chiedendoci di spedire il Kit dei cannoli siciliani, riceverete a casa 10 (spesso 12) cialde di cannoli vuoti, una vaschetta di ricotta, la frutta candita (a parte) e lo zucchero a velo per decorazione. Lo svantaggio di questo sistema è quello di doversi riempire i cannoli, il vantaggio è che avrete la possibilità di assaggiare il “vero” cannolo siciliano (o “cannolo alla siciliana” come lo chiamate fuori la Sicilia) ma soprattutto di poterlo anche gustare nei giorni successivi a quello dell’arrivo.

Sostanzialmente avrete modo di gustare il cannolo siciliano, come se fosse appena uscito dalla Pasticceria Vabres, proprio come viene consumato dai nostri clienti a Palermo; vi confessiamo anche che la “cultura del cannolo” dei palermitani fa sui che ci chiedano di riempire i loro cannoli al momento a tal punto che i buongustai se ne vedono esposti in vetrina iniziano simpaticamente a “mugugnare”.

Tutto ciò però ha anche una spiegazione scientifica: la crema di ricotta è una particolare crema che tende a cedere del liquidoche a sua volta, già dopo qualche ora, va a molestare la croccantezza della cialda. Proprio per ovviare a questo problema si ricorre all’espediente di ricoprire di cioccolato la cialda, quando si devono necessariamente spedire i cannoli già pieni di ricotta.

I vantaggi di tale operazione sono evidenti : nessuna “fatica”, il destinatario del pacco lo apre e gusta il prodotto. Tuttavia il destinatario NON starà assaggiando il vero cannolo siciliano fatto a Palermo, in quanto vi è l’aggiunzione del cioccolato che ne modifica leggermente il sapore. Vero è anche, che molti lo preferiscono volutamente col cioccolato ma quella è tutt’altra storia.

Volendo concludere il nostro discorso, vorremmo mettervi a conoscenza del fatto che, come abbiamo sempre fatto, saremo lieti di accontentarvi qualsiasi sia la vostra richiesta, anche se vi consigliamo sempre il kit con la ricotta a parte. Se non potete scegliere, se non volete “disturbare” il destinatario del regalo allora mandate 10 cannoli ripieni. Al contrario, per una cena con amici, per fare un regalo ad un vostro caro, scegliete un prodotto tipico che è già eccezionale senza l’aggiunzione di cioccolato. I cannoli siciliani anche in Kit possono rivelarsi un regalo di esagerata originalità. E poi riempire un cannolo è semplice, come in tutto ciò che si fa nella vita basta solo metterci un pò di amore, e di quello di sicuro non ne manca mai…!!

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In Sicilia storicamente parlando si è sempre avuta una propensione al consumo di dolci, tanto che in nessun’altra regione si è mai inventata, prodotta, realizzata una così grande quantità.

A testimonianza di ciò, basta fare un giro la domenica mattina Palermo per osservare le pasticcerie piene zeppe di gente, che aspettano la propria “nguantiera” di dolci (vassoio) o la propria torta per condividere con la propria famiglia, parenti o amici un momento di dolcezza,

Volendo marcare la linea storica, la Sicilia si è trovata nei secoli al centro di mire e attenzioni di tanti popoli. È evidente come un passato così ricco non abbia potuto che lasciare in eredità un panorama variegato di giacimenti gastronomici soprattutto di prodotti tipici.

Le diversità però originate dalle differenti influenze culturali si sono incrociate con quelle determinate dalla diversità tra cucina della costa e dell’entroterra siciliano, ai tempi due mondi lontani caratterizzati da una insenatura profonda soprattutto a causa delle difficoltà di spostamento. Per questo motivo la parte occidentale della Sicilia, segnata dall’influsso arabo e dalle tradizioni di corte, è a mio avviso caratterizzata da una cucina più ricca, ricercata e dai contrasti insoliti.

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È proprio grazie agli Arabi che si deve l’introduzione di alcuni prodotti che oggi sono alla base di molti piatti tipici siciliani: gli agrumi, lo zucchero, la cannella e lo zafferano, oltre al riso che nonostante abbia avuto modi di cottura ed utilizzi diversi da quelli del nord, è riuscito ad avere una diffusione altrettanto capillare.

Emblema di tale considerazione sono le “arancine”, uno dei prodotti tipici siciliani più conosciuti al mondo. Le arancine a Palermo si chiamano “arancine”, a differenza di quelle del resto della Sicilia e d’Italia, che vengono chiamate “arancini” e che fanno simpaticamente imbufalire i palermitani, “gelosi” ed orgogliosi dei prodotti tipici di questa splendida terra.

Bisogna considerare anche che l’influsso arabo è in genere presente in tantissimi dolci tipici siciliani, fatti di frutta martorana, cannoli siciliana, cassata siciliana, il tradizionale gelo di melone (gelatina di anguria).

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Presentiamo questa settimana un prodotto eccezionale ed esclusivo quale è il Buccellato siciliano, ottimo come regalo di Natale.

Meglio conosciuto come “u cucciddatu” è forse il dolce che per difficoltà di preparazione e per la enorme varietà di ingredienti viene collocato tra i primi posti nell’olimpo dei dolci tipici siciliani. Cotto al forno il Buccellato siciliano presenta la forma di una morbida corona di pasta frolla ripiena di frutta secca e candita. Unn dolce unico nella complessità della preparazione e nella vivida varietà di ingredienti utilizzati, basti pensare che solo il ripieno è fatto di fichi secchi locali, marmellata, marsala all’uovo, rum, nocciole, uva sultanina, bucce di mandarino, cacao, pezzetti di cioccolato, frutta candita tritata, noci, pistacchio, mandorle, vaniglia.

Questa varietà ne fa un dolce speciale che si conserva a lungo ma che viene consumato prevalentemente nell’intero periodo festivo. Difficilmente vedrete le tavole natalizie dei siciliani prive di questa bontà. Questo prodotto lo trovate, così come tutti altri prodotti tipici siciliani, sul sito www.pasticceriavabres.com ed è disponibile anche in versione mignon con il nome di Buccellatini.

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Inizieremo oggi insieme a voi un percorso che ci porterà alla scoperta degli antichi sapori siciliani partendo da quelli palermitani. Proprio così perchè, non vi sembrerà vero, ma la parola “dolci siciliani” non è per nulla qualcosa di specifico  dato che ogni provincia della Sicilia conserva una propria tradizione in fatto di dolci, così come per ogni festa popolare, religiosa e familiare.

La nostra scoperta dunque avrà inizio a partire dalle origini dei dolci della nostra terra attraverso un analisi storica e cercherà poi di fornire a tutti voi, cari lettori, una visione quanto più possibile reale e veritiera,  di ciò che rappresentano per i siciliani, tali prelibatezze. Particolare interesse verrà poi dato alle varianti geografiche e  di preparazione di uno stesso prodotto (ad esempio, il cannolo siciliano ha diverse varianti in relazione a dove viene preparato).

Non perdete dunque il prossimo articolo della rubrica “Alla ricerca degli antichi sapori siciliani” dove inizieremo il nostro percorso alla scoperta del più goloso essere siciliani.

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