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Scopo del presente articolo sarà quello di mettere a nudo quali sono le principali differenze tra il panettone industriale ed il panettone artigianale.
Il Panettone industriale viene proposto dalle varie aziende produttrici in differenti fasce di prezzo corrispondenti a una sostanziale differenza qualitativa. La produzione del panettone in generale è lunga, laboriosa con un impasto trilievitato (ne parleremo nell’articolo successivo) ma proprio per questo anche molto costosa. Le industrie più note come Bauli, Motta e Alemagna riuscirono ad abbattere i costi a partire dagli anni 50 grazie alla produzione seriale.
Il panettone artigianale viene prodotto da piccole pasticcerie (quali la pasticceria Vabres rappresenta) o da piccoli laboratori semi-industriali. Il vantaggio vero del panettone artigianale è la freschezza: le industrie alimentari cominciano a produrre panettoni ad Agosto e continuano fino al periodo delle festività, per cui è molto facile acquistare un panettone prodotto da alcuni mesi. Il panettone artigianale, acquistato in un negozio di fiducia, può invece essere freschissimo. Sicuramente vale la pena spendere qualcosa di più per un prodotto migliore, più morbido, fragrante e gustoso…una eccellenza che la Pasticceria Vabres ha sempre mirato a realizzare.
Nel prossimo articolo tratteremo nello specifico la produzione, la lievitazione, gli ingredienti e la cottura del Panettone Artigianale.

Le origini del panettone sono con molta probabilità legate alla città di Milano, nonostante però non ci sia certezza alcuna su chi, ed in quale circostanza, abbia inventato questo dolce. Autori del tempo, raccontano che era usanza, risalente all’XI secolo, preparare, durante le feste natalizie, tre grandi pani, diversi da quelli che si mangiavano tutto l’anno: ogni pater familias li tagliava, distribuendoli nel corso della celebrazione del rito del ciocco, una sorta di rievocazione dell’ultima cena.
Alla tradizione viene sommata un’altra leggenda, secondo la quale il panettone fu inventato alla corte di Ludovico Sforza nel Quattrocento grazie ad una intuizione di un di un tale “Toni” (da qui questo grosso pane fu battezzato pan de Toni.) che, mettendo insieme farina, burro, uova, scorza di cedro e qualche uvetta, riuscì ad entusiasmare il duca.
Non vi è comunque certezza alcuna circa la veridicità di tale leggenda, a maggior ragione se poi altre leggende farebbero risalire le origini del panettone (questo grazie all’intaglio della croce sull’impasto) ad una suora di un convento che produsse il panettone con i pochi ingredienti che aveva in dispensa.
Nel prossimo articolo entreremo più sullo specifico e sule principali differenze industriali/artigianali del dolce del natale per antonomasia.
