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Articoli marcati con tag ‘tradizioni siciliane’

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In Sicilia storicamente parlando si è sempre avuta una propensione al consumo di dolci, tanto che in nessun’altra regione si è mai inventata, prodotta, realizzata una così grande quantità.

A testimonianza di ciò, basta fare un giro la domenica mattina Palermo per osservare le pasticcerie piene zeppe di gente, che aspettano la propria “nguantiera” di dolci (vassoio) o la propria torta per condividere con la propria famiglia, parenti o amici un momento di dolcezza,

Volendo marcare la linea storica, la Sicilia si è trovata nei secoli al centro di mire e attenzioni di tanti popoli. È evidente come un passato così ricco non abbia potuto che lasciare in eredità un panorama variegato di giacimenti gastronomici soprattutto di prodotti tipici.

Le diversità però originate dalle differenti influenze culturali si sono incrociate con quelle determinate dalla diversità tra cucina della costa e dell’entroterra siciliano, ai tempi due mondi lontani caratterizzati da una insenatura profonda soprattutto a causa delle difficoltà di spostamento. Per questo motivo la parte occidentale della Sicilia, segnata dall’influsso arabo e dalle tradizioni di corte, è a mio avviso caratterizzata da una cucina più ricca, ricercata e dai contrasti insoliti.

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È proprio grazie agli Arabi che si deve l’introduzione di alcuni prodotti che oggi sono alla base di molti piatti tipici siciliani: gli agrumi, lo zucchero, la cannella e lo zafferano, oltre al riso che nonostante abbia avuto modi di cottura ed utilizzi diversi da quelli del nord, è riuscito ad avere una diffusione altrettanto capillare.

Emblema di tale considerazione sono le “arancine”, uno dei prodotti tipici siciliani più conosciuti al mondo. Le arancine a Palermo si chiamano “arancine”, a differenza di quelle del resto della Sicilia e d’Italia, che vengono chiamate “arancini” e che fanno simpaticamente imbufalire i palermitani, “gelosi” ed orgogliosi dei prodotti tipici di questa splendida terra.

Bisogna considerare anche che l’influsso arabo è in genere presente in tantissimi dolci tipici siciliani, fatti di frutta martorana, cannoli siciliana, cassata siciliana, il tradizionale gelo di melone (gelatina di anguria).

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Presentiamo questa settimana un prodotto eccezionale ed esclusivo quale è il Buccellato siciliano, ottimo come regalo di Natale.

Meglio conosciuto come “u cucciddatu” è forse il dolce che per difficoltà di preparazione e per la enorme varietà di ingredienti viene collocato tra i primi posti nell’olimpo dei dolci tipici siciliani. Cotto al forno il Buccellato siciliano presenta la forma di una morbida corona di pasta frolla ripiena di frutta secca e candita. Unn dolce unico nella complessità della preparazione e nella vivida varietà di ingredienti utilizzati, basti pensare che solo il ripieno è fatto di fichi secchi locali, marmellata, marsala all’uovo, rum, nocciole, uva sultanina, bucce di mandarino, cacao, pezzetti di cioccolato, frutta candita tritata, noci, pistacchio, mandorle, vaniglia.

Questa varietà ne fa un dolce speciale che si conserva a lungo ma che viene consumato prevalentemente nell’intero periodo festivo. Difficilmente vedrete le tavole natalizie dei siciliani prive di questa bontà. Questo prodotto lo trovate, così come tutti altri prodotti tipici siciliani, sul sito www.pasticceriavabres.com ed è disponibile anche in versione mignon con il nome di Buccellatini.

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Scopo del presente articolo sarà quello di mettere a nudo quali sono le principali differenze tra il panettone industriale ed il panettone artigianale.

Il Panettone industriale viene proposto dalle varie aziende produttrici in differenti fasce di prezzo corrispondenti a una sostanziale differenza qualitativa. La produzione del panettone in generale è lunga, laboriosa con un impasto trilievitato (ne parleremo nell’articolo successivo) ma proprio per questo anche molto costosa. Le industrie più note come Bauli, Motta e Alemagna riuscirono ad abbattere i costi a partire dagli anni 50 grazie alla produzione seriale.

Il panettone artigianale viene prodotto da piccole pasticcerie (quali la pasticceria Vabres rappresenta) o da piccoli laboratori semi-industriali. Il vantaggio vero del panettone artigianale è la freschezza: le industrie alimentari cominciano a produrre panettoni ad Agosto e continuano fino al periodo delle festività, per cui è molto facile acquistare un panettone prodotto da alcuni mesi. Il panettone artigianale, acquistato in un negozio di fiducia, può invece essere freschissimo. Sicuramente vale la pena spendere qualcosa di più per un prodotto migliore, più morbido, fragrante e gustoso…una eccellenza che la Pasticceria Vabres ha sempre mirato a realizzare.

Nel prossimo articolo tratteremo nello specifico la produzione, la lievitazione, gli ingredienti e la cottura del Panettone Artigianale.

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Le origini del panettone sono con molta probabilità legate alla città di Milano, nonostante però non ci sia certezza alcuna su chi, ed in quale circostanza, abbia inventato questo dolce. Autori del tempo, raccontano che era usanza, risalente all’XI secolo, preparare, durante le feste natalizie, tre grandi pani, diversi da quelli che si mangiavano tutto l’anno: ogni pater familias li tagliava, distribuendoli nel corso della celebrazione del rito del ciocco, una sorta di rievocazione dell’ultima cena.

Alla tradizione viene sommata un’altra leggenda, secondo la quale il panettone fu inventato alla corte di Ludovico Sforza nel Quattrocento grazie ad una intuizione di un di un tale “Toni” (da qui questo grosso pane fu battezzato pan de Toni.) che, mettendo insieme farina, burro, uova, scorza di cedro e qualche uvetta, riuscì ad entusiasmare il duca.

Non vi è comunque certezza alcuna circa la veridicità di tale leggenda, a maggior ragione se poi altre leggende farebbero risalire le origini del panettone (questo grazie all’intaglio della croce sull’impasto) ad una suora di un convento che produsse il panettone con i pochi ingredienti che aveva in dispensa.

Nel prossimo articolo entreremo più sullo specifico e sule principali differenze industriali/artigianali del dolce del natale per antonomasia.

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Inizieremo oggi insieme a voi un percorso che ci porterà alla scoperta degli antichi sapori siciliani partendo da quelli palermitani. Proprio così perchè, non vi sembrerà vero, ma la parola “dolci siciliani” non è per nulla qualcosa di specifico  dato che ogni provincia della Sicilia conserva una propria tradizione in fatto di dolci, così come per ogni festa popolare, religiosa e familiare.

La nostra scoperta dunque avrà inizio a partire dalle origini dei dolci della nostra terra attraverso un analisi storica e cercherà poi di fornire a tutti voi, cari lettori, una visione quanto più possibile reale e veritiera,  di ciò che rappresentano per i siciliani, tali prelibatezze. Particolare interesse verrà poi dato alle varianti geografiche e  di preparazione di uno stesso prodotto (ad esempio, il cannolo siciliano ha diverse varianti in relazione a dove viene preparato).

Non perdete dunque il prossimo articolo della rubrica “Alla ricerca degli antichi sapori siciliani” dove inizieremo il nostro percorso alla scoperta del più goloso essere siciliani.

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Carretto siciliano Pasticceria Vabres

Il legame tra l’essere umano e la propria terra è un legame viscerale che fonda le proprie origini nella natura stessa dell’essere uomo. Sin dalle origini  questo legame ha portato l’uomo a valorizzare quelli che sono gli aspetti più belli della propria terra.

Oggi più che mai viviamo in un mondo che tendendo alla globalizzazione fa si che il valore che venga dato alle tradizioni ad esempio assuma una importanza fondamentale. Questo interesse per la ricerca dei valori legati nello specifico alla tradizione siciliana, ci spinge oggi  a ricercare negli ingredienti e nelle tecniche di preparazione, utilizzati per la manifattura dei nostri dolci, proprio quegli antichi sapori che oggi si stanno perdendo.

Anche la pasticceria siciliana oggi, come  tanti altri settori, si è “industrializzata” per far fronte alle richieste di mercato sempre più esigenti. Questo è proprio quello che abbiamo voluto evitare  essendo la pasticceria Vabres da sempre una pasticceria artigianale.

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